Intervento psicologico e psicoterapia dell’età evolutiva

Il bambino e il ragazzo possono esprimere disagio e stress attraverso canali differenti rispetto all’adulto: disturbi somatici, fobie, ansia da prestazione scolastica, problemi del sonno o nell’alimentazione, difficoltà nel controllo sfinterico, tic, disturbo ossessivo compulsivo, eccessive reazioni di collera e rabbia, difficoltà nella regolazione delle emozioni, comportamenti aggressivi ed oppositivi, difficoltà nel rispetto delle regole e a tollerare le frustrazioni, iperattività, chiusura o mutismo ma anche difficoltà linguistiche e di apprendimento, difficoltà di attenzione, cali del rendimento scolastico, problemi relazionali con i coetanei e/o con gli adulti.
Nella prospettiva cognitivo-costruttivista tale disagio va letto e trova significato spesso all’interno di quel particolare sistema familiare. Nella psicoterapia con il bambino è quindi imprescindibile il coinvolgimento attivo dei genitori (colloqui periodici o talvolta coinvolgimento del genitore in seduta) che diventano anzi co-terapauti nel processo di cura. Il coinvolgimento dei genitori è fondamentale per comprendere e dare senso a quel particolare disagio, comprendere i bisogni del bambino e il loro manifestarsi nella relazione con le figure di accudimento e per fortificare le competenze educative.
E’ possibile talvolta anche il coinvolgimento periodico di altre figure di riferimento importanti per il bambino quali ad esempio il sistema scolastico.
Il bambino durante le sedute di psicoterapia trova quello spazio unico e speciale in cui esprimere ed elaborare il suo disagio trovando delle modalità migliori di affrontare le situazioni problematiche. Le tecniche terapeutiche sono personalizzate a seconda delle attitudini del bambino e delle sue difficoltà e possono variare dal gioco simbolico, al disegno, alla lettura di libri, ai giochi di ruolo o veri e propri colloqui “come i grandi”, così come si adatta anche la stanza della terapia: a terra, a tappeto, alla scrivania o in movimento. Anche ai bambini può essere indicata, in caso di esposizione a particolari eventi traumatici, la terapia EMDR.
La frequenza degli incontri è di una volta a settimana.
Per alcuni disturbi specifici e complessi, quali ad esempio il Mutismo Selettivo, su cui mi sono specializzata, le tecniche, le modalità e la frequenza degli incontri viene ancor più costruita proprio a misura del piccolo paziente e può coinvolgere anche altre figure professionali.