La situazione emergenziale e d’isolamento sociale che tutti stiamo vivendo ha ovviamente impatto anche sui nostri bambini. Come possiamo aiutarli a vivere bene questo periodo?

Ecco alcuni semplici consigli per aiutare voi genitori a gestire le emozioni e i comportamenti dei vostri figli.

La prima cosa da considerare è che è inutile cercare di nascondere loro le nostre preoccupazioni, sono molto recettivi soprattutto rispetto ai messaggi non verbali, per tanto, per quanto possiamo impegnarci a nasconderli, sentiranno l’ansia, i timori, i dubbi e l’incertezza dei genitori. Meglio allora parlare con loro in modo aperto e sincero, senza spaventarli ma condividendo con loro l’incertezza e la paura di questo “nemico invisibile” che sta fermando le nostre abitudini. 

E’ importante spiegare ai bambini che medici, ricercatori e scienziati stanno cercando di trovare una soluzione che sconfigga per sempre questo virus sconosciuto venuto da lontano ma che per trovare la giusta medicina occorre tempo. Nel frattempo ci chiedono di impegnarci tutti a fare in modo che il nostro “nemico invisibile” non vada troppo in giro e per farlo l’unico modo attualmente è quello di stare a casa e non incontrare altre persone dal vivo. Possiamo chiamare e parlare con partenti e amici al telefono o vederci dagli schermi di cellulari, Tablet e computer, giocare e scherzare a distanza ma ancora non di persona. Garantire questi incontri on line è fondamentale perché mantenere un contatto sociale soprattutto visivo diminuisce il senso di isolamento.

Ricordiamoci di far loro i complimenti per l’impegno e la pazienza che stanno dimostrando nel dare il loro contributo in questa battaglia.

Spiegare però a volte non basta e osservando i nostri bambini possiamo notare qualche segnale di disagio. Vediamo i più comuni e cerchiamo di comprenderne il significato:

  • Aumento dei capricci:
    • spesso nascondono una richiesta da parte del bambino di essere visto e rassicurato
  • Aumento di iperattività prima di andare a letto o difficoltà di addormentamento
    • quando sono in ansia i bambini vogliono stare con i genitori e non vogliono separarsi
  • Passare da un’attività ad un’altra, lasciare giochi a metà e iniziarne di nuovi, essere più frenetici
    • l’attivazione interna aumenta il bisogno di movimento per gestire l’ansia
  • Aumento di atteggiamenti rumorosi:
    • anche questo indica bisogno di essere visti
  • Disordine, pasticci, piccoli dispetti
    • spesso quando i bambini percepiscono i genitori un po’ giù di tono o preoccupati fare molto rumore o disordine ha proprio la funzione di riattivare mamma e papà. Piuttosto che tristi i bambini preferiscono vedere genitori arrabbiati!
  • Possono anche manifestarsi comportamenti regressivi quali ad esempio richieste di essere aiutati in cose che prima facevano da soli come mangiare, vestirsi o fanno versi, come bimbi più piccoli
    • è un modo per chiedere conforto rispetto alle difficoltà che provano.

COSA FARE ALLORA:

ACCOGLIERE E LEGITTIMARE: avere un atteggiamento accogliente e far diventare le difficoltà implicite esplicite: “che cosa sta succedendo?” – “Mi sembra tu sia arrabbiato, triste” . “come ti senti?” – “La mamma/il papà lo sanno che è un periodo faticoso”.

ACCETTARE E ACCOGLIERE LA VULNERABILITA’: se lagnosi o piagnucoloni non rimproverarli, non invitarli a non piangere perché ormai sono grandi. Anche noi adulti molte volte abbiamo bisogno di piangere se siamo tristi stressati, angosciati e lo facciamo con qualche persona per noi affettiva e rassicurante, perché non dovrebbero farlo i bambini?

ESSERE DISPONIBILI AL DIALOGO: “Hai voglia di spiegare a mamma e papà la tua paura, tristezza, agitazione” – “Hai qualche domanda da farmi?”

VALIDARE: “Mi spiace che tu ti senta così, è proprio difficile questa situazione”

RICONOSCERE GLI ANTECEDENTI: niente succede all’improvviso, osservare vostro figlio vi permette di capire se c’è qualcosa che lo allarma: magari vi accorgerete di essere voi stessi in allarme o agitati, o noterete che il bambino diventa più agitato nel momento in cui in sottofondo passano notizie al telegiornale sul virus o sul numero di morti, o mentre parlate al telefono di questo argomento o quando avete discusso con il vostro partner. Cercate di capire cosa ha agitato il vostro bambino e rendetelo esplicito.

L’isolamento inoltre può aver messo in difficoltà voi genitori per le molte cose da gestire, le preoccupazioni economiche sono aumentate, riuscire a trovare spazi di lavoro nel contesto domestico è difficile, le informazioni sul virus sono sempre più preoccupanti con difficoltà a prevedere quando si rientrerà alla normalità. Quando vivete molta ansia, sconforto, tensione prendetevi un piccolo spazio per trovare calma dentro o fuori di voi.