Di fronte al pericolo tre sono le reazioni principali che possiamo mettere in atto: ATTACCO – FUGA – CONGELAMENTO. Per avere un’dea di come funzionino possiamo osservare cosa fanno gli animali di fronte ad un pericolo. Una gazzella nella savana quando incontra un leone può attaccare il nemico o scappare oppure rimanere immobile fino a fingere la morte per non essere vista ed attaccata. Attacco e fuga sono risposte di movimento, il rimanere immobile è invece una risposta di freezing.
Queste tre reazioni fanno parte anche del nostro repertorio di comportamento e di quello dei nostri bambini. Risposte di attacco sono ad esempio l’iperattivazione, l’irritabilità fino ad arrivare alla rabbia eccessiva mentre risposte di congelamento o di fuga possono essere un’eccessiva stanchezza, lentezza o ipotonia (vedere il bambino un po’ afflosciato).
In tutti questi casi esistono dei semplicissimi giochi con cui poter coinvolgere i nostri bambini ed aiutarli a reagire a un pericolo percepito.
Vediamo quali sono:
- CACCIA ALL’OGGETTO: Quando il bambino sembra molto disorientato, agitato o impaurito questo semplice gioco permette di riportare il bambino lì con voi, in questo momento preciso, al presente, in un luogo sicuro, la vostra casa con la vostra compagnia. Il gioco consiste nell’andare a caccia in casa di oggetti che stimolano i 5 sensi.
- Vista: trovare tre cose rosse, blu, gialle, grandi piccole
- Tatto: trovare 3 cose morbide, leggere, pesanti
- Olfatto: trovare tre cose puzzolenti, tre cose profumate
- Udito: trovare tre cose che suonano, tre cose che fanno rumori forti, tre cose che fanno rumori deboli
- Gusto: tre cose dolci, salate, amare ecc.
- Per i bambini più grandi si può adattare il gioco ad esempio chiedendo di trovare tre cose che iniziano con la lettera A, cercare dei numeri ecc-

- FACCIAMO L’ALBERO Questo gioco permette il radicamento ossia di tornare al momento presente, con “i piedi per terra” e favorisce una maggior presenza e calma. Adottatelo quando vedete i vostri bambini impauriti, disorientati, persi nel vuoto. Per farlo usate queste istruzioni e mostrate ai vostri bambini come fare mentre li guidate a voce: “Appoggiamo bene i piedi per terra, sentiamo che tutto il nostro piede appoggia al pavimento, il tallone, la pianta e tutte le ditina dei piedi. Ora immaginiamo che al posto del pavimento ci sia della terra e che tu sei un grande albero. Dai tuoi piedi escono le radici. Le tue radici sono forti, entrano dentro la terra, sempre più in profondità e ti mantengono dritto dritto e in equilibrio. Senti bene come i tuoi piedi si connettono alla terra proprio come fanno gli alberi e ti mantengono forte, saldo e al sicuro. Come ti senti adesso?”.

- GIOCHI PER RIDURRE L’ATTIVAZIONE Possono essere proposti quando vedete i vostri bambini troppo agitati, “motorizzati”, caotici.
- UNO DUE TRE STELLA: permette di muoversi e scaricare tensione ma insegna anche a fermarsi
- SACCO PIENO/SACCO VUOTO: insegnate come si “gonfia il sacco” inspirando l’aria e trattenendola nel torace o nella pancia e come “si svuota il sacco” espirando l’aria e accompagnate, questi movimenti con qualche espressione buffa. Potete giocare divertendovi con delle sequenza di comandi vocali “sacco pieno/sacco vuoto” voce a cui bisogna rispondere con la mimica e la respirazione.

- GIOCHIAMO CON LA RESPIRAZIONE Quando il bambino appare molto molto agitato come se avesse tante formichine nei vestiti potete proporre questo esercizio per farlo tornare calmo e tranquillo.
- “Metti la tua manina davanti al mento e solleva il dito indice.
- Facciamo finta che il tuo dito indice sia una candelina accesa.
- Adesso fai un bel respiro profondo e ora soffia piano piano sulla fiamma, lo devi fare piano perché non vogliamo spegnere la candelina ma far tremolare la fiamma.
- Fai un bel respiro e soffia piano piano
- Ancora, fai un bel respiro e soffia piaaaaaaaano piaaaaaaaaaaaaaano
- Facciamolo un’altra volta, fai un bel respiro e soffia piaaaano piaaano
- e adesso un bel respiro e spegni la candelina!”

- GIOCHI PER AUMENTARE L’ATTIVAZIONE: di fronte a situazioni stressati l’aumento dell’agitazione motoria non è l’unica reazione possibile, talvolta la reazione è quella dell’immobilità o della noia e passività che come abbiamo visto spesso sono risposte di fuga o congelamento. Questi esercizi servono ad aumentare il tono muscolare e passare dall’ipoattivazione all’attivazione sana:
- GIOCO DELLO SPINGERE: mani contro mani all’adulto o piedi contro piedi spingere contando fino a 5 inspirando e poi rallentare espirando velocemente fino a 3 e poi di nuovo
- MILLE SMORFIE: “Spalanca gli occhi e batti le palpebre per tre volte. Ora muovi le sopracciglia su e giù. Muovi il naso come un coniglietto. Apri la bocca grande grande e chiudila per tre volte. Tira fuori la lingua, tutta quanta, ancora di più. Sai fare la faccia da pesce? vediamo, gonfia di più le guanciotte. Ora scuoti la testa come un matto. E ora…fermo, fermissimo. Fai un bel respiro e manda fuori tutta l’aria!”

- ESERCIZI PER TROVARE UN CONFINE Quando gli spazi di casa sono piccoli e i giorni da passare in casa aumentano, si può sentire sempre di più la necessità di un proprio spazio. Questo vale per gli adulti come per i ragazzi e i bambini. Certo possiamo andare in camera, in bagno, in cucina ma può essere utile trovare uno spazio all’interno dello stesso ambiente e autorizzarsi a dire “in questo momento ho bisogno del mio spazio“. Se come adulti lo mostrate e lo dichiarate ai bambini, insegnate a loro a riconoscere e legittimerete questa necessità. Inoltre sarà più facile che rispettino il “vostro spazio” e ve lo concedano davvero quando sarete voi ad averne bisogno. Questo è un modo per creare confini, delimitare il proprio spazio e dichiararne la necessità: “Facciamo un gioco per quando anche se siamo insieme ci sembra di essere troppo vicini e abbiamo bisogno di uno spazio tutto nostro”. Prendete una corda o degli oggetti e create attorno a voi un cerchio che delimiti il vostro spazio, muovetevi all’interno di questo spazio allargandolo o stringendolo fino a che vi sembra vada bene. Spiegate che quello è lo spazio che avete trovato per voi e che lo userete quando ne avrete bisogno. Poi fate fare lo stesso al bambino e ditegli che anche lui può usarlo e che tutti lo rispetteranno. “Possiamo essere vicini ma ognuno nel proprio spazio che è ben definito da questo confine”.

